Modesto di Noia ed il sacco di grano - Fatti prodigiosi - Iconografia e Venerazione dei santi Cosma e Damiano

Patroni di Alberobello
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Centro Studi Internazionali Pierre Julien
titolo del sito del comitato feste patronali di Alberobello
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ICONOGRAFIA E VENERAZIONE DEI SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO
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Modesto di Noia ed il sacco di grano

Questa è la storia di un uomo che sollevando un sacco di grano sentì un insopportabile dolore dovuto a una vertebra lombare gravemente compromessa dallo sforzo.
Tutto si fece difficile [203]. Tutti dicevano che bisognava operare e che c’era il rischio di perdere, a dir poco, l’uso delle gambe. Accadde che le cure consigliate e fatte in casa non migliorarono la sua condizione. Era un gabbiano nella rete col formicolio alle gambe e un gran dolore. I pensieri affollavano le sue notti, lunghe. Aveva negli occhi i figli, la moglie, i genitori, gli amici, che sfilavano compassionevoli davanti al suo corpo, addolorato e stanco. Tramonti e nubi nere. “ È da operare, non facciamoci illusioni!”. La vita continuerà come prima o lo costringerà inchio-dato alla sedia? “La colonna è delicata da toccare, si può rimanere paralizzati!”. Modesto Di Noia, sempre in balia dei pensieri, una notte, la luna in un cielo sereno, immaginò i Santi medici venirgli incontro e soffermarsi. A Loro chiese una grazia: "Se mi fate guarire senza riccorere all'operazione, farò scolpire la Vostra immagine!". Era un desiderio vissuto con grande intensità e alzando gli occhi al cielo. Notti isonni, preghiere silenziose e sussurate con un filo di voce. Poi, costretto dai dolori, decise di andare a Bari per una visita specialistica in ospedale. In seguito ci furono il ricovero e gli accertamenti.

Dopo i consigli medici, un giorno si alzò di buon'ora e si fece accompagnare in ospedale per nuovi accertamenti; la figurina dei Santi Medici di Alberobello sempre nel taschino, sul cuore. Si opera o no? Nessuno lo sa, zncora. Quella notte i Santi Medici si manifestarono col volto sereno, nell'immaginario di Modesto. Giunto in clinica lo rivisitarono e rifecero la radiografia. Insomma, il Professore, tenuto conto delle diagnosi precedenti, dopo attento riesame, lo raggiunse nella stanza, si assicurò della sensibilità delle gambe e lo guardò in modo strano, bisbigliando parole con i colleghi.
Brivido e paura. Modesto pensò: "Forse, anche se avverto un miglioramento, questi mi operano!". Il Professore sentenziò: "Lei non ha bisogno di essere operato! Si é risolto al meglio e migliorerà col tempo la sensibilità. Però, lei non deve mai più fare sforzi". Ecco i Santi Medici, invocati con fede e immaginati nel cielo sereno di quella notte di luna, riapparire nella sua mente. Ecco cancellate le preoccupazioni, le paure. “Si è salvato!”. Ecco il miracolo! Correva l’anno 1953. Don Vito Antonio Pugliese, parroco della chiesa di San Giovanni Battista, messo al corrente del desiderio di Modesto, si adoperò per interpellare lo scultore Giuseppe Stuflesser di Ortisei (Bz) affinché realizzasse le statue “processionali” dei Santi Medici di legno. Arrivarono a Turi in treno il 18 ottobre del 1955 e furono poste nella stanza-ingresso della casa di Modesto, in via Casamassima, per essere venerate. La caratterizzazione fisionomica, nella posa e nella foggia degli abiti, è molto vicina a quella dei Santi Medici venerati ad Alberobello e a Putignano. Bellissimi! San Cosma (sànde Còseme), il gemello maggiore, ha nella mano sinistra la Croce e la palma, nella mano destra un libro di medicina. San Damiano (san Palmeiène) ha la palma del martirio nella mano sinistra e la mano destra sul cuore. I Santi hanno il turbante, una collana a cui è appeso un cuore, e indossano abiti orientali.

La novità si sparse per il paese e incominciò man mano il pellegrinaggio.
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